Sirena Rossa
Niente sole. Le nuvole, una coltre densa. Ancora pochi minuti e la pioggia sarebbe caduta ad oscurar l’orizzonte.
Dalla finestra, pochi metri di terra e finalmente il mare. Gonfio. Un divenire di forze, irruenti,in continuo incedere.
Non sarebbe stata una giornata facile per la Sirena Rossa, il piccolo peschereccio di Carlos.
-Devi proprio uscire Carlos?- premurosa Verna. Trentadue anni insieme. Inseparabili.
-Come ogni giorno, chicca- Non ricordava la prima volta che l’aveva chiamata chicca, che coincideva anche con l’ultima volta che l’aveva chiamata Verna.
Gli stivali accanto alla porta, vicino alla sedia. Sempre pronti. Ne aveva cambiati solo tre paia in trentasette anni di pesca. Ne avrebbe forse cambiati ancora un paio prima di dedicarsi al suo orto e alle carezze della moglie a tempo pieno.
Verna accompagnò il movimento della porta, mentre Carlos si allontava sul sentiero battuto, ancora cercando la posizione ottimale per la giacca impermiabile, pesa sulle proprie spalle.
La stanza spoglia perse un po’ di luce: nubi ancora più gonfie si aggiunsero alle precedenti.
Verna si legò il grembiule dietro la schiena ed iniziò la sua giornata.