Il rifugio
Le comunicazioni furono in breve tempo interrotte.
Il vento aveva raggiunto i 110 Km orari ed era riuscito a strappar via l’ultima antenna in meno di tre minuti.
Non avrebbe neanche potuto usare il cellulare satellitare, perso caduto nell’ Orrido di Nol la sera prima mentre stava scalando quella maledetta parete per raggiungere il rifugio dove ora, imprecando, cercava di far funzionare quel vecchio decrepito CB. Non sarebbe stato saggio passare la notte in quella baracca che ostinavano a chiamare rifugio.
Al suo ritorno in città, avrebbe sicuramente fatto presente alle autorità di ritirare la qualifica a quel buco di legno marcio.
Comunque, ormai era in ballo e doveva ballare. Il CB inutilizzabile, il satellitare perso, le antenne morte: la situazione sembrava veramente critica. Ma ne aveva viste di peggiori.
La porta d’improvviso si spalancò sbattuta dal vento che portò con se la fredda aria del pomeriggio di alta quota.
-Ma che cazzo…- ruggì l’uomo alzandosi dalla sedia malandata, tra i sinistri scricchiolii degli incastri di legno troppo vecchio.
Si avvicinò alla porta con l’intenzione di chiuderla con tutta la forza che aveva nel braccio, che l’adrenalina della paura e del nervosismo avevano sicuramente aumentato.
Il palmo aperto sul legno della porta, il braccio teso, la spinta della spalla…
-C’è qualcuno?…- una voce e l’uomo del CB fermò i muscoli ormai tesi con uno sforzo troppo grande, causandosi uno strappo al deltoide.
-Ahhh…cazzo…chi cazzo è????- imprecò il nostro.
-Posso entrare? qua fuori fa un freddo boia…- chiese la voce, flebile.
Un passo, uno scarpone nella visuale e di lì a breve il nostro uomo avrebbe visto la creatura più bella che la sua mente poteva ricordare.
E di creature belle, l’avventuriero, ne aveva viste nella sua lunga ed intensa vita…
Davvero!! Sembra una storia di Clive Cussler! DottorJ è il nuovo Dirk Pitt. Attendo un lungometraggio con me interpretato da Brad Pitt